Torna all'elenco

Il dono della vita eterna!

XXVIII Domenica anno B

Mc 10, 17-30

Mentre Gesù è “per la strada” un tale molo ricco si avvicina a lui con slancio.
Quel tale che non ha nome, probabilmente è in cerca di se stesso, deve capire
chi è veramente e comprende che l’occasione di avere Gesù vicino, non può
andare sprecata. La domanda dell’uomo è sincera: cosa fare per avere la vita
eterna? Gesù lo invita a mettersi davanti Dio e ai suoi comandamenti, ma in
modo curioso Egli cita in effetti solo i comandamenti che riguardano il
prossimo, non quelli rivolti a Dio. Infatti al primo posto c’è certamente Dio ma
le cose “da fare” per riconoscere questo primato di Dio, sono cose a vantaggio
del prossimo. Dio non riceve alcun vantaggio dall’osservanza dei
comandamenti o dalle nostre pratiche di fede, ma è certamente vero che Dio lo
si serve nel prossimo.

L’uomo dichiara la sua osservanza dei comandamenti ma Gesù gli chiede di
entrare nell’ambito dell’Amore che è più esigente delle semplici osservanze.
L’Amore che Gesù gli rivolge chiede di riformulare le sue relazioni nella
direzione di un distacco necessario per seguirlo fino in fondo. Non solo il
peccatore ha un distacco da fare, ma anche il giusto e per lui è più difficile.
Levi il pubblicano peccatore ha accettato l’invito di Gesù e ha cambiato vita,
l’uomo ricco che era giusto lo ha rifiutato.

Così il Vangelo apre una riflessione anche per quanti di noi si ritengono
“giusti”, per quanti risolvono la sana inquietudine di coscienza dicendo: “ma in
fondo io vado sempre a Messa, dico le preghiere, non faccio del male a
nessuno, …” . Chi ha su di sé uno sguardo di questo tipo è convinto di salvarsi
con le proprie osservanze, ma non è così. Infatti, come capiscono bene i
discepoli del Vangelo di oggi, è impossibile salvarsi, è possibile solo essere
Salvati! Per l’uomo ricco dare via tutti i beni voleva dire anche rinunciare a
poter partecipare al sistema di oboli e offerte per il tempio che “metteva al
sicuro” la fede del pio figlio di Israele e voleva dire fidarsi solo di Gesù e del suo piccolo seguito. Nessun’altra sicurezza se non nella sequela di Cristo e
nella fraternità di coloro che hanno lasciato tutto per la gioia del Vangelo. Il
Vangelo aggiunge che non basta dare via tutto, bisogna darlo ai poveri, per
avviare in noi dinamiche di fraternità concreta.

L’uomo ricco rifiuta l’invito di Gesù e diventa triste in volto, rimane ricco ma
solo, resta con i suoi molti beni ma senza un nome...


14/10/2018 - steog88

Commenti

Nessun commento presente

Powered by Steog88
Questo sito utilizza cookie tecnici, necessari al funzionamento del sito.
Siti cattolici italiani